CasaPrestiti e mutuiMutui sottozero, in Italia sogno proibito: lo dice il Codice civile

Mutui sottozero, in Italia sogno proibito: lo dice il Codice civile

In Danimarca non fanno ormai più notizia. I mutui a tassi negativi – quelli in cui paradossalmente il debitore si vede accreditare gli interessi che vengono quindi stornati dalla rata mensile – dalle parti di Copenaghen sono una realtà già da quattro anni. Inizialmente si è trattato di un fenomeno indiretto, ovvero mutui nati con tassi positivi ma finiti sottozero per via del progressivo calo del tasso interbancario a cui sono agganciati. Successivamente il mutuo a tasso a negativo si è evoluto, nel senso che alcuni istituti hanno iniziato a venderli sin da subito nella formula “sottozero”.

Come il mutuo a 10 anni lanciato lo scorso agosto dalla Jyske Bank, la terza banca danese per dimensioni, al tasso fisso pari a -0,5%. Il mutuo “sub-zero” è l’altra faccia della medaglia di quanto sta per accadere sulla liquidità in Svizzera o già accade in Germania (si veda articolo a fianco). Nel mondo rovesciato dei tassi negativi non sembra irragionevole aspettarsi che la liquidità venga tassata (applicando un tasso negativo). Così come che il debitore venga pagato sulle somme che chiede.

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E in Italia come stanno le cose? Tecnicamente non siamo lontani dai primi mutui a tasso negativo. Perché i prestiti ipotecari a tasso variabile concessi in Italia sono perlopiù agganciati all’andamento degli indici Euribor. E questi indici dal 2015 viaggiano sottozero e stanno continuando a scendere, in virtù della politica monetaria della Banca centrale europea che il 12 settembre scorso ha tagliato ulteriormente il tasso sui depositi, da -0,4% a -0,5%. Gli Euribor, che seguono da vicino questo tasso, hanno aggiornato nuovi minimi. Ieri l’Euribor a 3 mesi è stato fissato a -0,423% mentre l’indice a 1 mese è scivolato a -0,48%. Stando poi ai future sugli Euribor questi indici continueranno a scendere fino al livello di -0,55% a dicembre 2020.

Questo perché i mercati si aspettano che la Bce l’anno prossimo tagli ancora i tassi, portando il tasso sui depositi a -0,6%. Ciò vuol dire che per chi oggi ha un contratto di mutuo che prevede uno spread dello 0,5% e che prevede (come dovrebbe essere) la sottrazione allo spread dell’Euribor se quest’ultimo è negativo, presto si potrebbe venire a profilare la condizione di tasso di interesse (ottenuto dalla somma algebrica tra spread ed Euribor) negativo. Come in Danimarca. Ma se questo scenario dovesse verificarsi (come pare molto probabile) scatterebbe una sorta di blocco giuridico che impedirebbe l’accredito degli interessi al mutuatario.

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