CasaRugbyRugby: si ritira la leggenda Dan Carter, il "Maradona della palla ovale"

Rugby: si ritira la leggenda Dan Carter, il “Maradona della palla ovale”

Dan Carter si ritira dal rugby professionistico dopo 19 anni di carriera. Il 38enne mediano d’apertura, vincitore della Coppa del Mondo con gli All Blacks nel 2011 e nel 2015 (112 le convocazioni nella Nazionale neozelandese), ha annunciato l’addio all’attività agonistica tramite una nota sui propri social. Carter lascia il rugby giocato detenendo il record del maggior numero di punti segnati nei test match internazionali, 1.598, ben 350 in più del secondo classificato, Jonny Wilkinson.

Tre volte premiato come giocatore dell’anno

“Mi ritiro ufficialmente dal rugby – ha scritto il leggendario atleta neozelandese su Twitter -. Uno sport che ho giocato per 32 anni, che ha formato la persona che sono diventata oggi. Non posso che ringraziare tutte le persone che sono state coinvolte in questa mia avventura, con un pensiero particolare ai tifosi. Il rugby sarà sempre parte della mia vita. Grazie”. Considerato l’archetipo ideale nel suo ruolo, bravo a calciare con il suo sinistro incredibilmente preciso così come con la palla in mano, una vera e propria scienza del gioco, Carter è stato nominato ‘Giocatore dell’anno’ dalla federazione internazionale – premio che in ambito rugbistico equivale al Pallone d’Oro del calcio – in tre occasioni, eguagliando il primato detenuto da un altro All Black, Richie McCaw.

“Era il momento giusto per smettere”

Carter, che in passato è stato definito il ‘Maradona del rugby’ e viene considerato il miglior mediano d’apertura, e quindi numero 10, di tutti i tempi, dopo essersi ritirato dalla nazionale, ha giocato tre anni nel Racing 92 Parigi (in Francia era stato anche in precedenza al Perpignan) e altre due stagioni in Giappone ai Kobe Steelers. Pochi mesi fa era tornato in Nuova Zelanda per un breve periodo con gli Auckland Blues, mantenendo il proposito di chiudere la carriera giocando in patria. “Mi sono reso conto che non avevo la stessa forza di volontà delle mie precedenti stagioni in Nuova Zelanda. Così nel frattempo ho capito che non volevo più viaggiare a causa della pandemia, mi sono detto che era il momento giusto per smettere – ha spiegato Carter in un’intervista a L’Equipe –  Ho dedicato tutta la mia vita al rugby, sono felice di aver conosciuto grandi club, compagni di squadra e frequentato tifosi da tutto il mondo. Tutto questo mi ha reso molto felice, ma adesso è anche bello godersi i fine settimana con la famiglia, andare a prendere i miei figli alle 15 dopo la scuola… E il mio corpo mi ringrazia per non dover più giocare!”.

Il tributo di compagni e avversari

Un’uscita di scena salutata con ammirazione dai suoi ex compagni o avversari: “Congratulazioni, amico mio. È stato un onore giocare contro di te così spesso, meno perdere così spesso! Goditi il ??tuo ritiro, te lo sei meritato”, ha scherzato il suo omologo australiano Matt Giteau, anch’egli 38 anni. “Sei stato un’ispirazione per tutti i N.10, è stato un privilegio giocare contro i migliori”, ha detto da parte sua l’ex apertura dei Wallabies Quade Cooper.

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