CasaRugbyRugby, coronavirus: 17 positivi, la nazionale francese diventa un caso

Rugby, coronavirus: 17 positivi, la nazionale francese diventa un caso

PARIGI – Diventa un caso la nazionale francese di rugby. La positività al Covid di tanti giocatori ha reso impossibile disputare il match del 6 Nazioni contro la Scozia dello scorso 28 febbraio. Ma adesso siamo arrivati a un totale 17 atleti positivi che fanno emergere gravi responsabilità da parte dei dirigenti e del ct Fabien Galthié, che non avrebbe rispettato le regole sulla “bolla” nella quale i nazionali sarebbero dovuti rimanere chiusi fino alla fine dell’isolamento.

Rugby, Sei Nazioni: l’Italia fa un’altra figuraccia, la Francia travolge gli azzurri 50-10

di

Massimo Calandri

06 Febbraio 2021

Il presidente Laporte sostiene il ct

Il ct Galthié ha comunque incassato le parole di sostegno del suo presidente di Federazione, Bernard Laporte, che ha ammesso ai microfoni di France 3 che il tecnico ha abbandonato l’isolamento dopo la partita in Italia vinta contro gli azzurri il 6 febbraio per recarsi, il giorno dopo, allo stadio Jean-Bouin di Parigi per assistere a una partita delle giovanili in cui gioca il figlio Mathis, di 19 anni. “Per me – ha detto Laporte – lui ha il diritto di uscire se porta la mascherina. Non vedo il problema, anche se non sono medico”. Sostegno totale, quindi: “perché dovrebbe essere diverso? Non sono un giudice. E non perché voglio bene a Fabien. Lui sa benissimo che non faccio regali a nessuno”. Sull’altra uscita “chiacchierata”, quella dei giocatori che sarebbero andati a mangiare focacce in giro per Roma prima della partita, “sono stati testati al rientro nel ritiro”.

Ormai è un caso politico

Il caso però, non è affatto chiuso. Oggi L’Equipe, che afferma di aver preso visione delle 60 pagine del protocollo federale previsto per l’isolamento dei giocatori, gli dedica due pagine. Nell’articolo, in cui si spiega come regni l’incertezza su buona parte della normativa anti-Covid delle squadre di rugby, si elencano nuove trasgressioni riguardanti proprio Galthié, che è arrivato a Roma con un aereo di linea, e quindi a contatto con altri passeggeri, e non con quello della nazionale. Anche lo stesso Laporte è stato sorpreso a “prendere il caffè con altri passeggeri all’aeroporto”, ma poi è apparso tranquillamente “e senza mascherina” all’interno della “bolla”, addirittura a bordo campo a contatto con i giocatori durante un allenamento. Anche la politica, ormai, vuole vederci chiaro: mentre la ministra dello Sport, Roxana Maracineanu, ha reclamato un’inchiesta interna alla Federazione per far luce sul cluster della palla ovale, un rapporto supervisionato dalla commissione medica federale sta per essere consegnato alle autorità.

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