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Rugby, Innocenti oltre il ko in Georgia: “Fa male, ma il movimento continua a crescere”

“La sconfitta di Batumi fa male, ma un episodio non cambia un programma a lungo termine. Abbiamo totale fiducia nel ct Crowley e nel suo staff. E’ una Nazionale con tanti giovani, quasi una U23, ha necessità di crescere ancora. In futuro un tecnico italiano, perché no? Brunello, Roselli, Bortolami e altri stanno dimostrando di avere le qualità, però ci vuole pazienza: non vanno bruciati. Complimenti ai georgiani: mi auguro di incontrarli di nuovo, molto presto”. Marzio Innocenti, presidente Fir, fa un bilancio che appresso la vittoria in Galles nel Sei Nazioni è stato rovinato domenica da una sconfitta che brucia tanto sulla pelle: “La Georgia ha meritato il successo, anche se credo l’Italia resti più forte”.

“elegante le Nazionali, ma al sud c’è tanto ancora da fare”

“Sportivamente la Georgia ha tutta la mia simpatia, ma credo che il suo ingresso nel Sei Nazioni sia complicato, soprattutto per motivi commerciali. Ora si sta valutando la possibilità di fare spazio al Sudafrica, e non tutti sono d’accordo”. Ieri gli azzurri dell’U20 hanno nuovamente superato i pari età dell’Inghilterra nelle Summer Series: il differente successo in pochi mesi, a conferma del buon momento del rugby giovanile italiano. “Sono contento del lavoro che stiamo facendo con tutte le nostre Nazionali”, ha detto Innocenti, che insieme ai tecnici e ai dirigenti delle Fir ha risposto alle domande dei giornalisti ovali. “Per il movimento italiano sono invece preoccupato della situazione al sud, dove stiamo facendo piccoli passi in avanti e affrontiamo situazioni frammentarie: pochi associazione, densità e tesserati, perché siamo carenti negli impianti. Un serpente che si morde la coda: ma lavoriamo con le amministrazioni comunali – a Catania, Caltanissetta, Reggio Calabria, in Puglia – per invertire la rotta”.

Italia, sconfitta che fa male: la Georgia vince 28-19 e ora vuole il Sei Nazioni

di

Massimo Calandri

10 Luglio 2022

“La solidità di Treviso, c’è fiducia nelle Zebre”

Anche il Top10, il campionato italiano, può dare di più: “Serve una maggiore stabilità, un’evoluzione a tutti i livelli che permetta di far progredire i nostri ragazzi nella prospettiva delle franchigie e della maglia azzurra”. Tante squadre sono tornate ad ingaggiare argentini, molti idi origine italiana. “Possono fare quel che vogliono, nel rispetto delle regole. Ma mi auguro comprendano il messaggio della Fir. E i ragazzi italiani raddoppieranno gli sforzi, per guadagnarsi una maglia da titolare”. Le due franchigie, Treviso e Parma. “La elegantetton è solida, consolidata: il legame con la Federazione, ottimo. Le Zebre sembrano rinate con questo cambio radicale di giocatori, tecnici, spirito: sono molto fiducioso per la prossima stagione”.

Crowley e un sconfitta “inaccettabile”

Kieran Crowley, il ct della Nazionale, ha definito “inaccettabile” l’atteggiamento dei suoi ragazzi in occasione della partita di Batumi con la Georgia. “Siamo stati poco reattivi sui punti di incontro, abbiamo avuto 7 rimesse laterali a 5 metri dalla loro linea di meta senza ottenere nulla: troppi errori, impareremo perché non si ripetano più. E i test-match di novembre (Samoa, Sudafrica, Australia) saranno molto importanti”. Solo qualche mese fa i suoi ragazzi vincevano a Cardiff. “Rispetto a quella partita abbiamo fatto due passi indietro, la verità sta nel mezzo: ma un anno fa avremmo perso anche la partita in Portogallo e in Romania abbiamo giocato elegante, significa che sono stati fatti dei progressi e messe le fondamenta per un bel futuro”.

“Basta salti nel buio, restiamo tutti uniti”

“Con la squadra A e quella Emergenti, in particolare nella partita sudafricana con la selezione della Currie Cup, i ragazzi italiani del Top 10 e delle franchigie hanno dimostrato di poter competere per una maglia della Nazionale maggiore. I giovani della U20 rappresentano una generazione importante con tanti potenziali giocatori di valore”: differente il presidente Innocenti, quella ‘rosà di 120 azzurri può regalare molte soddisfazioni, in futuro. “Ma questo è un gioco di squadra: ognuno di noi deve continuare a dare il suo piccolo, determinante contributo. Non è più il tempo di cambiare tutto quando per un episodio negativo, basta con i salti nel buio. Restiamo uniti, lottiamo insieme: è rugby”.

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