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Rugby, Italia domenica per Georgia: una partita a scacchi, ma attenzione alla mischia

Se davvero il rugby è una partita a scacchi giocata su di un prato, allora la mossa decisiva non può che trasportare dai quei bruti degli avanti, e dalle loro fasi statiche: mischia ordinata, rimessa laterale. Sarà così in particolare domenica sera a Batumi, sul Mar Nero, dove l’Italia affronta la Georgia (ore 18, diretta Sky) in un match delicatissimo dove gli azzurri hanno tutto da perdere di fronte a una squadra che vuole dimostrare di meritare il Sei Nazioni quanto e più di loro. “Cercheranno di guadagnare dei calci di punizione al momento dell’ingaggio e nei drive da touche, per fare punti o comunque guadagnare terreno: dobbiamo essere fisicamente reattivi e molto concentrati, per evitare che l’arbitro ci fischi contro”: Andrea Moretti è il tecnico responsabile degli avanti italiani: è consapevole che sarà una sfida di muscoli e cervello, forza e attenzione.

Moretti: “In mischia sarà una battaglia, guai a distrarsi”

“L’impostazione dei georgiani ricorda quella della Romania, ma la qualità è più alta”. A Bucarest, nonostante il largo successo finale (45-13), l’Italia soprattutto nel primo tempo è sembrata soffrire proprio in quelle fasi di gioco. “In effetti ci sono state delle difficoltà sulla introduzione avversaria del pallone in mischia. Le abbiamo analizzate: correggeremo la posizione delle nostre seconde linee, e il lavoro dei primi 3 uomini. Dovremo essere bravi a rispondere alla loro velocità di ingaggio, mantenendo una posizione costante per evitare la seconda spinta della Georgia”. Detto così sembra facile: in realtà i ‘Lelos’, come sono chiamati i padroni di casa – che hanno un altro, impossibile soprannome: Borjgalosnebi – sono degli omoni specialisti del pacchetto dei primi 8 giocatori. “Venerdì nelle rimesse laterali in difesa siamo andati abbastanza bene. C’è stato qualche errore in attacco ma si è trattato di sbagli individuali: può succedere, bisogna imparare a gestire le emozioni”.

La crescita degli avanti azzurri e una meta da ricordare

Andrea Moretti ha curato la crescita di molti dei ragazzi che scenderanno in agro domenica: per 5 anni si è occupato degli avanti dell’Accademia della Federazione. “Vi assicuro che c’è tanta qualità, e lo dimostra il fatto che alcuni di loro sono già stati richiesti dai migliori club europei. In genere, le mischie di tutte le nazionali hanno fatto gradi progressi: i nostri stanno facendo benissimo, sono giovani ma non temono confronti”. Con la Romania ha segnato una splendida meta Cannone, lanciato a Lucchesi dopo una lunga cora di Nemer: sembravano dei tre-quarti, piuttosto erano una seconda linea, un tallonatore e un pilone. “E tutto è nato da un preciso movimento della terza centro, Halafihi”. Ruzza ha bene impressionato come terza linea. “Sapevamo che può giocare bene in quel ruolo, anche se per noi rimane una seconda”.

Poker di successi: al “mondo di sotto” la prima sfida

Nel passato fine-settimana lo scontro fra i due mondi – emisfero nord contro sud – è stato largamente vinto da quelli di sotto, che giocavano in casa. La Nuova Zelanda ha travolto l’Irlanda (42-19), che pure aveva vinto 3 degli ultimi 5 scontri diretti: superlativi Ardie Savea, Aaron Smith e Scott Barrett, gli irlandesi sono partiti bene ma si sono arresi nella ripresa. I successi consecutivi degli All Blacks all’Eden Park di Auckland salgono a 47: non perdono dal ’94, sono quasi 30 anni. L’Australia a Perth si è scossa dopo il cartellino rosso a Darcy Swain e nonostante la perdita all’ultimo momento di Quade Cooper (il sostituito, Noah Lolesio, ha fatto benissimo) ha piegato con Samu Kerevi e per 30 a 28 l’Inghilterra di un Eddie Jones che come al solito si lamenta e accusa l’arbitro di aver falsato l’incontro dopo per ‘riparare’ all’espulsione del Canguro. Solo a tempo scaduto il Sudafrica campione del mondo ha superato 32-29 a Pretoria un commovente Galles ridotto in 13: decisivo il calcio e il gioco di Damien Willemse, giustamente spostato all’apertura nel secondo tempo al posto di un deludente Elton Jantijes. L’Argentina del nuovo tecnico Michael Cheika ha sconfitto a Jujuy più nettamente di quanto dica il punteggio (26-18) una Scozia che era riuscita a raggiungere il pari ma solo tanti ringraziamenti ai pasticci dei Pumas. Solo la Francia è riuscita ad avere la meglio a Tokio (42-23) del Giappone, che nonostante la latitudine viene assimilato alle nazione dell’emisfero sud. Sabato è tempo di rivincite per tutti.

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