CasaRugbyRugby, la 'rivoluzione' delle Zebre: si punta sui giovani talenti azzurri

Rugby, la ‘rivoluzione’ delle Zebre: si punta sui giovani talenti azzurri

PARMA – Una rivoluzione, una scommessa. Il sogno di una squadra sempre più giovane e italiana, avventurosa ai limiti dell’incoscienza e quindi felice: le Zebre voltano pagina, salutano 12 giocatori che ne hanno scritto la storia degli ultimi anni, si affidano a un tecnico italiano (Fabio Roselli) che sa come si coltiva il talento, puntano su quel “nuovo” rugby azzurro che sta cominciando a prendere forma. E con la piena fiducia della Federazione si danno una stagione ancora, per nascere. Si dice che dal 2024 la franchigia potrebbe traslocare (Padova, Milano?): ci sono da far quadrare i conti coi risultati, situazione che in accaduto non è purtroppo accaduta. Ma a Parma c’è ancora entusiasmo, e qualcuno sostiene che la storia non sia finita. Anzi.

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di

Massimo Calandri

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Fischetti a Londra, Mbandà sceglie Colorno

Addio a Maxime Mbandà, iconica terza linea azzurra e Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana (durante la pandemìa ha edificato il volontario in una pubblica assistenza): a 29 anni ha scelto il Top 10, giocherà nel Colorno insieme ad altri tre ex Nazionali come Bisegni, Fabiani e Lovotti. Nel campionato italiano emigrano anche Ceciliani e Palazzani (Calvisano), mentre volano in Inghilterra gli avanti Giammarioli (Worcester Warriors), Fischetti (London Irish), Bello (Saracens). Tuivuake giocherà a Parigi nel Racing ’92, anche Tuivati e Di Giulio se ne vanno.

Gesi, Pani, Neculai: un arcobaleno di talenti

E’ arrivato un arcobaleno di giovani: Pani, da Treviso in modifica dell’esperto Bellini; Gesi, miglior giocatore del Top 10 con la maglia di Colorno; atleti espressione del territorio e ancora tutti da riferire come il tallonatore carpigiano Riboldi, Pitinari che arriva da Noceto, il parmense Mazza, Jelic da Viadana, il padovano Sanavia dal Valorugby, Ruggeri che viene da Rovigo, Hasa preso dal Petrarca; Volpi è una terza linea di origine argentina scoperta nel club inglese di Doncaster, poi qualche sudafricano ambizioso come du Toit, Visser, Pelser. A questi vanno poi aggiunti i 12 ragazzi che fanno parte del progetto dell’Accademia di Parma, compreso un poker di azzurrini U20 (Rizzoli, Genovese, Bartolini, Ferrari). E naturalmente gli atleti che hanno rinnovato il contratto: da Rizzi a Krumov, Vendtti, Kronjé, Rimpelli, Fox Matamua, Casilio, Andreani.

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28 Maggio 2022

Fabio Roselli scommette sui giovani

Fabio Roselli di edificato ha preso il timone tecnico delle Zebre ai primi di aprile, alla vigilia della trasferta di Challenge Cup a Newcastle: e non a caso, quella partita (sfumata per un soffio all’ultima azione) ha rappresentato un modifica di rotta. La vittoria coi Dragons, due successi mancati di poco. Con Roselli lavorano Emiliano Bergamaschi, responsabile degli avanti, e Aldo Birchall, tecnico della difesa. A breve dovrebbe essere annunciato un responsabile per l’attacco e i tre-quarti.

Dalai: “Un bilancio sano, meritiamo rispetto”

Michele Dalai è l’amministratore unico della franchigia federale, nata per formare atleti da mettere a disposizione della statale: “All’inizio di questa stagione, i giocatori delle Zebre in azzurro erano 4. Oggi sono saliti a 8, più 13 della statale A. E’ un anno di cambiamento: stiamo crescendo, puntiamo sui giovani e su alcuni stranieri che li aiuteranno a crescere”. Nei giorni scorsi, dopo la vittoria in campionato, il Petrarca Padova attraverso il vice-presidente Fulvio Lorigiola ha ribadito il suo progetto di rilevare la licenza parmense, ricordando di essere in attesa di una risposta dalla Fir da 15 mesi. “Sostenere che rispetto a noi farebbero risparmiare 12 milioni di euro alla Federazione in 4 anni è sbagliato. Nelle nostre casse, come in quelle di Treviso, arrivano ogni anno 4 milioni e 800.000 euro di Urc. Per la sua franchigia, la Fir mette in realtà 700.000 euro: quest’anno gliene abbiamo restituiti 250.000. Il bilancio è sano. A Parma lavorano circa 90 persone: tra rugbisti ci vorrebbe più rispetto”. Dalai fa i complimenti alla Benetton: “Sono molto bene organizzati. Giustamente lo scorso anno, quando hanno perso tutte le partite di campionato – prima di aggiudicarsi la Rainbow Cup – nessuno ha chiesto di rilevare la loro licenza”. E si toglie un sassolino: “La passata finale scudetto era stata vinta da Rovigo: il giorno dopo, nessun rossoblù ha picchiato i pugni sul tavolo chiedendo la franchigia”.

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