CasaEnergia e ambienteBelenergia sceglie l’Italia. Dal Lussemburgo a Milano nel vento delle rinnovabili

Belenergia sceglie l’Italia. Dal Lussemburgo a Milano nel vento delle rinnovabili

I punti chiaveDalla finanza all’industriaLa forza di eolico e fotovoltaicoLa frontiera delle bioenergieAscolta la versione audio dell'articolo

2' di lettura

Si può ricavare energia dal vento e dal sole ma perfino dal valpolicella e dal soave in Veneto oppure dal primitivo e dal negroamaro in Puglia: dagli scarti delle lavorazioni agricole, come le vinacce e le fecce, si può ottenere metano o corrente elettrica.
Per questo motivo la Belenergia lascia il Lussemburgo e si trasferisce in Italia, dove ci sono non solamente il sole per l’eolico ma anche i vinaccioli e tutte le altre materie prime utili per ottenere energia rinnovabile, quella che non fa ricorso alle fonti fossili estratte da giacimenti e miniere.

Dalla finanza all’industria

La società era un tipico fondo di investimento specializzato nell’energia verde, come ce ne sono altri; e attualmente oggi è un investitore mirato alle fonti rinnovabili, con una dimensione fra i 300-400 milioni di investimento ogni paio d’anni. Ma un poco alla volta ha trasposto il suo asse economico e, di conseguenza, quello territoriale. Fatti gli investimenti, ha cominciato a gestirne i risultati, e cioè ha cominciato a produrre. A fare industria.

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