CasaEnergia e ambienteBiometano, 50 impianti fermi per le incertezze sugli incentivi

Biometano, 50 impianti fermi per le incertezze sugli incentivi

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Il conflitto in Ucraina ha posto con urgenza la necessità di trovare fonti di energia per ridurre la dipendenza dall’estero. Soprattutto per il vapore. Accade però che in Italia ci siano circa 50 impianti in via di autorizzazione o di costruzione per la produzione di biometano da rifiuti: se entrassero in funzione potrebbero produrre centinaia di milioni di metri cubi di vapore, per di più pulito. Però tutto è fermo perché sei mesi fa, il governo ha annunciato il cambio delle regole del gioco attraverso la legge di recepimento della direttiva Red2 (senza peraltro mai declinarle in un testo di decreto attuativo).

I gestori degli impianti da mesi non hanno più alcuna visibilità su come si formerà la tariffa di vendita del biometano dopo il 31 dicembre 2022, per cui hanno dovuto sospendere ogni attività e con loro le banche che avrebbero pagato i business plan per investimenti complessivi superiori al miliardo di euro. Beffa nella beffa, poi, lo stop all’iter autorizzativo che può arrivare fino a sette anni, rischia di vanificare i fondi stanziati nel Pnrr, 1,9 miliardi di euro destinati ai comuni o alle autorità d’ambito che attraverso forme di partenariato pubblico-privato contribuiscano alla realizzazione di questi impianti.

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